Edith Pichler: Nuova immigrazione e partecipazione femminile al mercato del lavoro

Edith_Pichler

Dopo una fase di stagnazione, negli anni ’70-’80, durante la quale le comunità straniere si stabilizzano anche attraverso il ricongiungimento famigliare, nei Novanta si può osservare fra gli italiani una ripresa dell’emigrazione verso la Germania. Inizialmente, come per altri giovani della UE, si trattava di una di una “nuova mobilità europea” favorita dal processo d’integrazione attraverso i vari progetti di cooperazione come il Progetto Erasmus. Con la crisi finanziaria ed economica in Europa è iniziato un nuovo periodo di immigrazione verso la Germania dettata anche dalla necessità. Dal confronto con il 2012 risulta  nel 2014 un aumento del 34,5% dall’Italia (47.455 arrivi) e dalla Spagna del 17,1%  (28.980 arrivi).  all´Italia l’aumento degli arrivi è costante: dalle 24.502 (Italiani 23.898) persone nel 2010 alle 70.339 (Italiani 57. 191) nel 2015.  Fra i nuovi arrivati non ci sono solo giovani, single e laureati, ma anche tante persone con un diploma di scuola secondaria e molti gruppi famigliari.

Nonostante che fra il 2009-13 il numero di italiani occupati in posto di lavoro con obbligo assicurativo si aumentato (più 18,6%) e d al marzo 2015 al marzo 2016 del  6,1% una peculiarità della comunitá italiana di Germania è il basso tasso di  occupazione delle donne italiane anche a confronto con spagnole ed greche, le quali hanno simili processi migratori: provengono come le italiane da paesi con i quali la Germania ha stipulato degli accordi bilaterali e dai quali provengono le nuove mobilità. Ma a differenza delle Greche e Spagnole le Italiane sono state nel passato raramente reclutate nell´ambito degli accordi bilaterali come lavoratrici ed infatti il  grado di partecipazione femminile al mercato del lavoro dipende spesso dall´ambito nel quale è avvenuta la emigrazione: se avvenuta come ricongiungimento familiare o se come progetto proprio. Anche la struttura economica della Regione di residenza influisce sulla loro partecipazione:  per esempio  nelle tipiche Regioni dell´emigrazione del lavoro maschile il tasso di occupazione femminile è più basso e spesso in lavori part-time (come complemento al budget familiare) La crescita del settore dei servizi  favorisce l´occupazione femminile (Hamburg, Berlino) mentre la dove il settore manifatturiero continua ad essere importante (Saarland)  il tasso di partecipazione femminile è fra i più bassi.

Qui di seguito alcuni dati statistici:

VortragHamburg15.10.13.ppt1