Da Leonforte a Bielefeld

foto 1 - libro.Azzolina

La vita di Salvatore Azzolina, giunto in Germania nel 1960, raccontata da una serie di istantanee raccolte in  due volumi curati dal comune siciliano e dalla città di Bielefeld

Salvatore Azzolina è nato a Leonforte, in provincia di Enna, il 20 giugno del 1936. «Nel quartiere Granfonte, la cellula primigenia di questo centro», mi raccontò il vitale e orgoglioso personaggio leonfortese. La vita di Salvatore Azzolina è raccolta in una serie di scatti fotografici. Un obiettivo, pronto a catturare gesti e momenti della sua vita, sembra averlo seguito passo passo e su una pellicola, spesso in bianconero, si sono fissati e memorizzati momenti, espressioni e gesti. Dal periodo dell’infanzia alla giovinezza, dall’emigrazione alla gioia che gli si stampa sul volto quando è ripreso con i nipotini.

Sullo sfondo risaltano nitidi i luoghi del suo peregrinare e che lo hanno visto «guadagnarsi pane e rispetto con il sudore della fronte». Leonforte e Bielefeld, i luoghi che egli ama maggiormente.

Quando incontrai il commendatore Azzolina, ricordi e memoria venivano supportati da una serie di immagini che hanno dell’incredibile. Dalla foto della prima comunione, con compagni e compagne di Leonforte, a quella scattata in sanatorio, quando a 12 anni abbisognò di un periodo di cura. Tra lui e un compagno, appare una bicicletta: quasi un simbolo. Sullo sfondo una grotta con una statua della Madonna, a sottolinearne la religiosità. Un’istantanea neorealistica del 1958 coglie un assetato Salvatore che sembra succhiare acqua fresca da una brocca. Seguono le foto del periodo militare e le decine che, quasi giorno dopo giorno, ne descrivono l’emigrazione.

Perché Salvatore Azzolina, nella primavera del 1960, decise d’emigrare, abbandonando l’insicurezza dei mestieri del fornaciaio e del muratore. Con un gruppo di paesani, dopo le visite a Napoli, salì su uno dei tanti «treni della speranza». Giunse a Bielefeld dopo quasi 50 ore di viaggio dove esistevano due gelaterie: il Venezia e il Cortina.

Ben presto, Salvatore Azzolina da Leonforte, divenne il responsabile della Caritas per i lavoratori italiani cattolici. Servì la Messa e promosse incontri settimanali tra giovani italiani e altri gruppi etnici. Fondò, tra l’altro, una squadra di calcio con Renato Cannovai, un suo caro amico proveniente dall’esperienza di Danilo Dolci, il poeta che svolse opera di intervento sociale in una delle aree più misere della Sicilia..

Momenti «fissati» da meravigliose fotografie che «trattengono» espressioni e gesti di chi viveva l’emigrazione di quegli anni. Salvatore Azzolina occupato presso le ferrovie, con operai italiani e ferrovieri tedeschi di Bielefeld. Salvatore ritratto durante il «primo ritorno» al paese. Salvatore con la moglie Carmelina e la primogenita Marina, cui seguiranno le sorelle Angelica e Gabriella. Salvatore occupato presso l’azienda della nettezza urbana. Le squadre di calcio. Mentre corre, in prima fila, una maratona… Salvatore durante momenti che testimoniano il suo impegno sociale, al Comites di Dortmund. Il leonfortese che presenta e racconta la propria vita alle autorità di Bielefeld e a un gruppo di studenti universitari italiani e tedeschi.

La vita del «Gastarbeiter» Salvatore Azzolina è raccolta nel volume «Von Leonforte nach Bielefeld» pubblicato dal comune tedesco nel 2000. In questa occasione si riconosce allo «straniero» il positivo ruolo svolto nel corso dei decenni. Il volume, con il titolo «Percorsi di vita», venne presentato nell’agosto 2007 a Leonforte, integrato da interventi e statistiche sull’emigrazione leonfortese e sull’immigrazione nel comune siciliano. Due volumi che mettono a fuoco una persona «tra» due patrie: Leonforte e Bielefeld. A Salvatore Azzolina si adattano i versi di Giuseppe Giambusso: «Già prima di partire / cominciai a tornare / e ogni volta che torno / mi preparo per la partenza».

Foto 1: copertina del volume in lingua tedesca. Salvatore Azzolina è al centro, maglietta scura con maniche corte.

Foto 2: particolare della copertina del libro. Salvatore Azzolina si riconosce dalla maglietta scura con maniche corte.

 

foto 2 - libro.Azzolina - particolare